
Aurore GIANCARLO SALOMONI
L’AQUILA BIANCA
Albedo – Il mondo oltre il bianco
Pagine 226
ISBAN 979-12-81821-74-3
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GIANCARLO SALOMONI – L’AQUILA BIANCA
La purificazione e il risveglio
Il secondo grande movimento della trilogia è l’Albedo, la fase bianca dell’Opera.
Dalla profondità della materia nera nasce il secondo movimento della trilogia: l’Albedo.
L’Albedo è la fase bianca dell’Opera, il tempo del lavacro, della separazione e della purificazione. Dopo il caos della Nigredo, qualcosa comincia a chiarirsi. Le acque lavano la materia oscurata, le parti vengono distinte e una nuova luce si manifesta.
Ma questa luce non rappresenta ancora il compimento.
Essa è fragile, sottile e severa. Non consola immediatamente, perché rivela. Mostra ciò che prima era confuso e costringe a distinguere il vero dal falso, l’essenziale dall’apparenza, la conoscenza autentica dall’inganno.
Questa fase prende forma nel romanzo:
L’AQUILA BIANCA.
Il mondo oltre il bianco
L’aquila è simbolo di elevazione, discernimento e visione. Essa sale verso le regioni superiori, ma può farlo soltanto dopo che la materia è stata preparata. Non vi è autentica ascesa senza una precedente discesa, così come non vi è purezza senza aver attraversato la corruzione.
Nel secondo volume, i protagonisti cercano di comprendere ciò che la Nigredo ha lasciato in loro. I frammenti raccolti cominciano a formare un disegno, ma ogni chiarimento apre nuovi interrogativi.
La luce dell’Albedo rende visibile ciò che l’ombra proteggeva.
Le alleanze vengono messe alla prova. Le identità si rivelano meno semplici di quanto apparivano. Alcuni personaggi mostrano un volto diverso; altri sono costretti a riconoscere la parte più autentica di sé. La verità non separa soltanto il bene dal male: separa ciò che è vivo da ciò che è sterile, ciò che appartiene realmente all’Opera da ciò che ne imita soltanto il linguaggio.
In questo volume, il sapere alchemico diviene più nitido, ma anche più pericoloso.
Comprendere significa assumersi una responsabilità. Chi vede non può più fingere di non sapere. Chi ha oltrepassato la prima soglia non può ritornare completamente alla vita precedente.
L’Aquila Bianca rappresenta così il momento della coscienza che si desta. È la parte dell’Opera nella quale il pellegrino comincia a riconoscere la propria direzione, pur non avendo ancora raggiunto la meta.
La purezza dell’Albedo non è innocenza. È una chiarezza conquistata attraverso il dolore, la perdita e il discernimento.
