TSA (Tintura Spagyrico-Alchemica di Solanimus)

Quando si pone a confronto una Tintura Spagirica con una Tintura Spagirico-Alchemica di Solanimus, all’inizio sembra di percorrere lo stesso sentiero: i primi gesti, le prime fasi del procedimento si rispecchiano, come due correnti che scorrono parallele. Ma ben presto le vie si separano, e ciò che appariva simile rivela la sua diversità.
La Tintura Spagirica segue il cammino tradizionale, fedele alla separazione e alla ricomposizione degli elementi. La Tintura Spagirico-Alchemica di Solanimus, invece, apre un varco ulteriore, introduce un respiro più ampio, un principio che non è solo tecnico ma cosmico. È qui che emergono le differenze profonde: non si tratta soltanto di variazioni di metodo, ma di una diversa filosofia della trasformazione, di un diverso modo di intendere il rapporto tra materia e spirito.
Così, il confronto non è semplice paragone, ma rivelazione: due pratiche che partono dallo stesso grembo, ma che maturano in frutti differenti, ciascuno portatore di un proprio sigillo e di una propria pienezza.
- LA PIANTA COME MATRICE VIVENTE
Ogni tintura nasce da una pianta, fresca o secca, ma è nella freschezza che essa rivela la sua pienezza: la linfa ancora pulsante, la vitalità intatta, la ricchezza dei principi attivi che vibrano come un canto segreto della natura. La pianta fresca è dunque la forma privilegiata, perché porta con sé la memoria immediata del sole, dell’acqua, della terra che l’ha generata.
Eppure, anche quando giunge a noi essiccata — come accade per il Ginseng o la Cannella — la sua forza non si spegne. Rimane custodita, compressa nelle fibre, pronta a liberarsi e a trasmettere la sua virtù, come brace che continua a irradiare calore sotto la cenere.
La raccolta avviene nel periodo balsamico, l’istante sacro in cui la pianta si trova al culmine della sua potenza. È il momento in cui la natura stessa sembra fermarsi per consegnarci un dono perfetto: un frammento di energia cosmica condensata in forma vegetale, un sigillo vivente che racchiude la danza degli elementi e il respiro delle stelle.
- LA MACERAZIONE: IMMERSIONE E SATURAZIONE
La pianta viene immersa in una soluzione idroalcolica, composta da acqua e da alcool spagirico: un alcool che lo spagirista ha innalzato fino alla gradazione di 100 gradi volumetrici, purificandolo dai depositi tartarosi e rendendolo limpido come cristallo.
Nei tempi antichi, l’acqua piovana era considerata viva: cadeva dal cielo pura, carica di energia sottile, e poteva essere raccolta come dono diretto della natura. Oggi, però, questo non è più possibile. Le polluzioni atmosferiche contaminano la pioggia, rendendola sporca, acida, inadatta al processo di macerazione. Ciò che un tempo era fonte di vita e di rigenerazione, ora non può più essere utilizzato.
Per questo, oggi non ci resta che ricorrere a un’acqua purificata, ma non distillata. La distillazione, infatti, priva l’acqua della sua anima: la rende “morta”, incapace di trasmettere la sua informazione primordiale, quel codice invisibile che la collega al ciclo cosmico.
Una purificazione accettabile, in grado di rispettare la vitalità dell’acqua, è quella ottenuta tramite osmosi inversa. Questo processo non spegne la sua forza, ma la libera dalle impurità, conservandone le proprietà di conducibilità. Così l’acqua rimane viva, capace di veicolare non solo la sostanza, ma anche l’energia sottile che sostiene la trasformazione spagirica.
La gradazione di una soluzione idroalcolica non è mai frutto del caso: essa viene calibrata con sapienza in accordo con la natura della pianta, poiché ogni principio attivo risponde a una propria legge di solubilità, e soltanto il grado appropriato consente alla sostanza di aprirsi e donarsi pienamente. Solo al termine del procedimento la gradazione viene ricondotta a uno standard, che, nelle tinture spagiriche alchemiche — salvo rare eccezioni — si attesta generalmente tra i 50 e i 55 gradi volumetrici.
La macerazione si prolunga per un ciclo lunare intero, circa trenta giorni, seguendo il ritmo cosmico che governa la crescita e la trasformazione. Il rapporto di estrazione oscilla tra 1:4 e 1:8, con la misura più comune di 1:5, equilibrio che garantisce la giusta saturazione. In spagiria, infatti, non si parla di semplice estrazione, ma di estrazione “a saturazione”: la pianta deve essere completamente avvolta dal solvente, come un corpo immerso nelle acque primordiali, accolto e custodito nel grembo liquido da cui tutto ha origine.
Così, la tintura non è soltanto un preparato: è un atto di immersione rituale, un ritorno alle acque della creazione, dove la materia si lascia penetrare e trasformare, pronta a rinascere in una nuova forma.
- LA CIRCOLAZIONE: IL MICROCOSMO CHE IMITA IL MACROCOSMO
Nella Tintura Spagirico-Alchemica di Solanimus, la macerazione non si limita a un’immersione statica: avviene in un circolatore, un vaso vivente, dove il solvente evapora, si innalza, condensa e ricade, ripetendo senza sosta il suo ciclo eterno. È la circolazione del microcosmo, specchio fedele della grande circolazione del macrocosmo: ciò che avviene sulla Terra con le acque, che salgono al cielo e ritornano come pioggia, si ripete nel vaso con il fluido alchemico, in un ritmo che unisce laboratorio e cosmo.
Questa circolazione non è un semplice movimento: essa affina il solvente, lo rende più sottile, più penetrante, capace di insinuarsi nelle fibre più intime della pianta e di estrarne una quantità maggiore di principi attivi. È come se il respiro del cielo stesso si facesse più fine, più intenso, e potesse penetrare nel cuore della materia, risvegliandone la memoria segreta e liberandone la virtù nascosta.
Così, il circolatore diventa un piccolo universo, un teatro in cui si ripete la danza delle acque e degli astri, e la tintura si trasforma in un composto che porta impressa la firma del cielo e della terra, del visibile e dell’invisibile.
- IL FUOCO E I SALI: LA RESTITUZIONE DELL’ESSENZA
Terminata la lunga e silenziosa macerazione, quando la pianta ha già donato la sua essenza più sottile, ciò che resta del suo corpo materiale viene consegnato al fuoco. La fiamma lo consuma, lo trasmuta, lo riduce in parte a carboni — memoria oscura della materia — e in parte a ceneri luminose, custodi dei sali solubili, degli oligoelementi che racchiudono l’impronta vitale della pianta.
Quelle ceneri non vengono disperse: vengono reintegrate nella tintura, come un atto sacro di restituzione. È il gesto alchemico per eccellenza: ciò che era corpo si fa sale, e ciò che era sale, volatilizzato, torna a fondersi con la soluzione. Così il ciclo si chiude e si compie, la trasformazione si perfeziona, la materia riconosce il proprio spirito e lo abbraccia nuovamente.
I vasi, sigillati dal luto di sapienza, custodiscono in silenzio la circolazione, come grembi materni che proteggono la gestazione del nuovo essere. E quando la pressione interna rompe il luto, non è un incidente ma un annuncio: il segnale chiaro e inequivocabile che la tintura ha raggiunto la sua pienezza, la sua maturità, la sua dignità di rimedio.
- LA SINERGIA VITALE
Grazie al moto incessante della circolazione, gli oligoelementi — i sali volatili liberati dal corpo della pianta — si intrecciano con i suoi principi attivi, fondendosi in un’unica corrente vitale. La tintura non è più un semplice estratto: diventa un organismo vivo, un composto animato, in cui la materia riconosce lo spirito e lo accoglie.
In questo incontro, la pianta non trasmette soltanto la sua forza terapeutica, ma consegna anche la sua memoria invisibile, la sua impronta cosmica, il sigillo che la lega alle stelle e agli elementi. Ogni goccia della tintura diventa così un microcosmo, un ponte tra terra e cielo, tra corpo e anima, tra ciò che è tangibile e ciò che vibra nell’invisibile.
- CONCLUSIONE
La Tintura Spagirica si arresta qui, al termine della filtrazione finale: il processo si chiude, la sostanza è pronta, ma il cammino rimane circoscritto alla dimensione tecnica.
La Tintura Spagirico-Alchemica di Solanimus, invece, non conosce arresto. Essa prosegue, si apre a ulteriori fasi di lavorazione e di perfezionamento, come un pellegrinaggio che non si accontenta della soglia ma cerca la profondità del tempio. Ogni passaggio diventa un atto consapevole, ogni gesto si trasforma in rito, ogni trasformazione si fa simbolo.
Non è più soltanto un procedimento di laboratorio: è un ponte che unisce il sapere operativo alla contemplazione del mistero, la scienza alla sapienza, la materia alla sua anima invisibile. In questo percorso, la tintura non è solo rimedio, ma testimonianza vivente di un’arte che trasmuta la tecnica in esperienza, e l’esperienza in rivelazione.
- LA TINTURA SPAGYRICO ALCHEMICA DI SOLANIMUS – LA FASE FINALE
I carboni, residui della bruciatura, vengono sottoposti al fuoco della calcinazione e alla purificazione della lisciviazione, ripetuta per tre volte, affinché ogni impurità sia dissolta e rimanga soltanto l’essenza minerale della pianta. Da questa triplice operazione si ottengono sali limpidi, veri cristalli della memoria vegetale (si è tolto il Peccato originale).
Questi sali, ormai liberati dalle scorie terrene, vengono esposti alla Luna Piena, il grande specchio del Sole, affinché la loro struttura si apra e si lasci penetrare dalla luce notturna. È in questo momento che avviene la deliquescenza: la materia, resa docile e ricettiva, si scioglie e si trasforma, accogliendo in sé l’umidità sottile e le vibrazioni cosmiche.
Questa fase è tra le più delicate e misteriose dell’intero processo: la sostanza minerale, che era stata ridotta in carboni, si risveglia e si anima, raccogliendo l’Energia della Natura. Ciò che era polvere diventa olio sottile, impregnato di forze celesti, e si arricchisce di Prana, la forza vitale universale che permea ogni essere e ogni cosa.
In questo passaggio, il ciclo alchemico si compie: il corpo della pianta, dissolto e purificato, si apre al cielo e riceve la sua energia più sottile. È come se la Luna stessa, con il suo influsso, donasse alla Tintura un respiro nuovo, un’anima luminosa capace di vibrare in profondità e di trasmettere vita.
Questo sale liquido viene quindi versato nella soluzione ottenuta dalla circolazione con le ceneri, e l’intero composto è posto nuovamente a circolare per un ciclo lunare. La scelta del ritmo dipende dalla parte della pianta utilizzata:
- Radici → dalla Luna Nuova alla Luna Nuova.
- Parti aeree → dalla Luna Piena alla Luna Piena.
Al termine della circolazione, l’Energia della Natura è ormai integrata nella Tintura. Si procede con la filtrazione, la decantazione e il travaso in un nuovo recipiente, avendo cura di non agitare il vaso: la sostanza depositata sul fondo è il sale non disciolto, che dovrà essere eliminato.
I VANTAGGI DELLA TINTURA SPAGYRICO ALCHEMICA DI SOLANIMUS
- Sinergia tra principi attivi e oligoelementi: la circolazione rende più sottile la soluzione idroalcolica, aumentandone il potere penetrante. In un secondo momento, essa porta in soluzione i sali contenuti nelle ceneri della pianta (gli oligoelementi). La Tintura risulta così arricchita da una doppia forza: i principi attivi vegetali e i sali minerali, in perfetta sinergia.
- Effetto dinamizzante: la circolazione imprime alla soluzione un moto incessante di espansione e contrazione, simile alla succussione omeopatica ma più profondo, come un respiro cosmico che anima la sostanza. Questo dinamismo non solo vitalizza la Tintura, ma la rende sottile, vibrante, capace di accogliere e trasmettere forze sottili, trasformandola in un’essenza viva e pulsante.
- Influenza cosmica: neutrini, fotoni e raggi cosmici: la luce lunare — sintesi di radiazioni solari (+) e lunari (–) — non è soltanto splendore visibile, ma veicolo di forze sottili. In essa viaggiano neutrini e fotoni, messaggeri cosmici che attraversano la materia e portano con sé la memoria dell’universo, imprimendo la loro impronta vibratoria nella Tintura e nell’essere che la accoglie.
-
- I neutrini, invisibili messaggeri cosmici, attraversano la materia come fili di luce silenziosa. Dal cuore ardente della Terra nascono antineutrini elettronici: i geo-neutrini, particelle sottili e a bassissima energia che risalgono fino alla superficie. Nei testi antichi questa corrente luminosa era chiamata “fuoco centrale”, immagine di un’energia primordiale che dal nucleo del pianeta si irradia verso il mondo vivente.
- I fotoni sono fili di memoria cosmica: ogni raggio di luce è conoscenza in viaggio. sono messaggeri di luce eterna: custodiscono la memoria cosmica e la diffondono come fili invisibili che tessono la trama dell’universo. Ogni loro viaggio è un canto silenzioso che trasmette conoscenza da un orizzonte all’altro, legando le stelle, i mondi e gli esseri viventi in un’unica risonanza di luce.
- I raggi cosmici — nuclei atomici ionizzati che sfrecciano quasi alla velocità della luce — attraversano la materia fino al sottosuolo, portando con sé l’eco di un’antica conoscenza celeste. La loro circolazione, con i ritmi di contrazione ed espansione, apre varchi sottili che favoriscono l’ingresso di queste particelle nella Tintura, imprimendo in essa la memoria del cosmo.
- Il dono della Luna: il Prana: esponendo i sali fissi (il magnete) alla luce lunare e lasciandoli sciogliere in deliquescenza, si raccoglie l’Energia Vitale che la Luna riversa sulla Terra. Questa forza sottile, il Prana, penetra nella soluzione durante la circolazione, trasformandola: non più soltanto Tintura spagirica, ma Tintura alchemica, capace di agire nelle profondità dell’essere. È un’essenza vibrante, dotata di una potente energia vibrazionale, che porta con sé il respiro stesso del cosmo.
La Tintura, a questo punto, non è più un semplice preparato: diventa un composto vivo, un organismo sottile in cui la materia e lo spirito si incontrano e si armonizzano. In essa la pianta non trasmette soltanto le sue virtù terapeutiche, ma consegna anche la sua memoria cosmica, il ricordo delle forze celesti che l’hanno generata, dei cicli lunari e solari che l’hanno nutrita, e delle energie sottili che l’hanno accompagnata nel suo sviluppo.
Ogni goccia della Tintura custodisce un duplice messaggio: da un lato quello tangibile, espresso nei principi attivi della pianta e negli oligoelementi tratti dalle sue ceneri, che operano sul corpo; dall’altro quello invisibile, la memoria universale che si rivolge all’anima. Essa diventa così un ponte tra visibile e invisibile, tra mondo terreno e mondo celeste, un veicolo di conoscenza e di energia che trasmette la vibrazione della pianta e il respiro del cosmo.
- LA COMPOSIZIONE FINALE
A differenza della Tintura Spagirica, la Tintura Spagyrico-Alchemica di Solanimus si rivela come un vero microcosmo vivente, un’opera completa che racchiude in sé i cinque pilastri della tradizione ermetica. Essa custodisce:
- il Mercurio filosofico → ossia l’alcool spagirico, purificato e reso veicolo sottile;
- lo Zolfo filosofico → i principi attivi della pianta, che portano la sua essenza e il suo fuoco;
- il Sale volatile → gli oligoelementi che si innalzano come respiro minerale;
- il Sale fisso → il residuo calcinato e lisciviato, magnete terrestre che ancora la sostanza;
- il Prana → l’energia vitale raccolta sotto l’influsso lunare, che infonde movimento e anima al composto.
Questi cinque elementi, uniti in un’unica preparazione, non sono semplicemente componenti: diventano un organismo alchemico, un ponte che congiunge materia, energia e spirito, capace di trasmettere la vibrazione della pianta e di riflettere l’armonia del cosmo. La Tintura Spagyrico-Alchemica di Solanimus non è dunque solo un rimedio, ma un sigillo vivente, un atto di trasformazione che rende tangibile l’incontro tra la scienza della separazione e la sapienza della reintegrazione universale.
Con l’impiego delle TSA si giunge alla creazione di composti fitoterapici spagirici dotati di una forza intrinseca superiore, capaci di penetrare negli strati più profondi dell’organismo e di risvegliare dinamiche terapeutiche altrimenti latenti. Questi preparati, proprio per la loro intensità e complessità, richiedono uno studio accurato e rigoroso: ogni fase del processo deve essere calibrata con estrema attenzione, affinché la potenza acquisita non venga compromessa da errori metodologici o da squilibri nella loro configurazione finale.
In questo delicato equilibrio, la scienza biochimica e l’arte spagirica non possono essere considerate separatamente, ma devono dialogare e integrarsi in modo armonico. Solo così si ottiene un rimedio che non sia soltanto efficace sul piano molecolare, ma che conservi e potenzi le sue segnature archetipali, evitando che esse si neutralizzino o si dissolvano. La vera potenza del composto nasce infatti dalla sinergia tra la precisione scientifica e la fedeltà simbolico‑archetipale, che insieme conferiscono al rimedio una qualità trasformativa, capace di agire non solo sul corpo, ma anche sui livelli energetici e sottili dell’essere.
SOLANIMUS
Tutti i diritti riservati
Vietata la copia anche parziale, se non viene citata la fonte
La HERBOPLANET s.r.l. si riserva il diritto di richiedere, in ogni momento, la rimozione delle informazioni copiate





